Le ciel est par dessus le toit

La metropolitana, al mattino, trasmette musica alquanto scadente.

È presto, ancora, le persone stringono i giornali. Qualcuno dorme. La città si sveglia.

Ho trovato un aeroplano di carta, su un gradino. Foglio a quadretti. “La poetica di Pirandello è caratterizzata da…”

Poco più sotto un’espressione, scritta con l’inchiostro rosso. Quando studiavo filosofia, al liceo, copiavo in rosso le frasi che mi piacevano. Avevo un quaderno altissimo.

Qualche giorno fa sono passata in macchina davanti Villa Mirafiori e mi sono ricordata di un pomeriggio di pioggia del 2009, in cui feci di tutto per partecipare a un’ora di orientamento.

A volte mi chiedo come sarebbe stata la mia vita, se al posto di un sì avessi detto un no. O viceversa.

Sono incroci, intrecci, vertigini di possibilità. Mi faccio tante di quelle domande. È maggio, non è ancora troppo caldo, passi in macchina davanti posti che ti catapultano in vecchie giornate. Tra gente che ora chi sa dove è finita.

Copiavo le poesie, scrivevo coi rossetti dietro gli scontrini.

È come non avere abbastanza spazio per ogni pensiero che mi frulla per la testa.

Poi nel cielo c’è un raggio rosa, che illumina un comignolo, su un tetto. E la bellezza, a un certo punto, sembra contenere ogni stortura del mondo.

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