Come sopravvivere a uno stage – la nuova serie

Mary Poppins, uno dei miei spiriti guida sul podio della triade dell’infallibilità, sosteneva canticchiando che “in tutto quel che devi fare il lato bello puoi trovar”. Quindi insomma, si può gioire anche di 4 ore sui mezzi pubblici o del caldo torrido di Roma a MAGGIO. Ricorderete, forse, di quando avevo appena aperto il blog e blateravo su come si potesse sopravvivere a uno stage inumano in una start  up. Stage in mezzo ai pazzi, sfruttati e con la paga da schiavi. Mai, a quei tempi, avrei immaginato di poter scrivere un post sul “lavoro” gratuito in un’azienda pubblica italiana. Mai, a quei tempi, avrei immaginato che stage potesse voler dire anche “noia, non fare nulla, neanche le fotocopie” .

Perché non mi schiavizzate spremendomi come un limone? Perché mi dedicate la stessa attenzione che riservo al ficus benjamin nelle scale di mia nonna? Cos’ è questa stregoneria? Le nevi si scioglieranno e i testimoni di Geova si convertiranno all’Islam? Mia madre vi chiamerà tutti a casa per convincervi che stirare è irrilevante?

Dopo una settimana di pendolarismo e malinconie, mi è tornata in mente il mio modello di infanzia Mary e le sue canzoncine piene di entusiasmo, che mi hanno spinta a cercare gli aspetti positivi di quanto sto facendo, portandomi a gioire di vittorie minuscole tipo “yeah, ho imparato a strisciare correttamente il badge e ad entrare nei tornelli al primo colpo, come sono intelligente, dov’è il mio zuccherino?” o a dedicare sorrisi esagerati a vecchi cui cedo il posto che si offendono perché ho ceduto loro il posto.

Nel giro di qualche ora ho imparato a sfruttare questa inaspettata valanga di tempo libero in modo più che costruttivo. Ed è per questo che ho scelto di inondarvi di una serie di consigli non richiesti per sopravvivere senza danni mentali a uno stage da soprammobili. Assicuro performance da suppellettili strabilianti!

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Le piante di mia madre, mirabile metafora del mio ruolo in ufficio

  • Lesson number one: informarsi! Lo stage di Simona si svolge in un posto che mette a disposizione agenzie di stampa di ogni foggia e colore. Ma non vi servono, ve lo assicuro. Anche l’internet è pieno di posti dove potrete scoprire eventi assurdi e leggere cose a cui mai nella vita vi sareste appassionati. Perché perdere tempo con l’Italicum, il grexit e le marce per il reddito di cittadinanza. Dite sì all’informazione alternativa, a “una pagina a caso di Wikipedia” che vi farà scoprire il sito di Al Jazeera in inglese e una serie di video di Osama in quella che ha tutti gli aspetti di un’operazione nostalgia. Ditemi come si dice “quando c’era lui” in arabo e lancio un hashtag che resterà in trend topic per tutti i secoli dei secoli.
  • Farsi un’opinione su questioni irrilevanti- Perché i regionali di Trenitalia hanno le prese di corrente farlocche? Starà meglio con il caschetto o voglio essere finalmente in grado di realizzare acconciature alla Julia Tymošenko? Chi ha deciso che la linea A e la linea B della metropolitana di Roma dovessero incrociarsi a Termini? Perché ci sono 90 gradi e i tizi che vendono le caldarroste sono ancora a piede libero? Perché hanno dipinto di bianco la casa bianca? Come si sarebbe vestito Oscar Giannino per recarsi in Parlamento, se fosse stato eletto? E se astrosamanta torna dallo spazio depressa e sceglie di andare all’Isola dei Famosi e poi sul trono da Maria de Filippi?
  • Ammirare la bellezza che ci circonda- Ad Albano Laziale c’è un macellaio che ogni giorno appende un cartello con una battuta di commento a quanto succede in Italia. Un wannabe pasquino che certe volte fa un sacco ridere. Perché prima non leggevo mai quelle due righe? Perché stavo ignorando i favolosi manifesti elettorali degli aspiranti sindaci dei dintorni? Perché avevo rimosso l’abitudine dei politici locali di fare comizi in piazza manco fossimo negli anni Cinquanta? Guarda, una banda musicale di gente vestita come i soldati che marciano in tutti i servizi sulla crisi in Grecia trasmessi dai telegiornali nazionali. Il mercato! I negozi con le statue di gesso di Padre Pio a grandezza naturale da mettere in giardino! Il ristorante con specialità romene e italiane! L’aeroporto di Ciampino! La fonte San Pietro “ci andavamo da piccoli e io e mio fratello ci tiravamo l’acqua mentre fingevamo di riempire le bottiglie”! Le aste da selfie! Gli accendini ai semafori, i gattiniiiiiiiiiii!!!!!11!!!!!
  • BONUS TRACK: Vestirsi da scemi  Tirare fuori la fescion blogghe che alberga in noi: non avete mai capito se quel vestito vi faccia assomigliare a un’elegante attrice francese o a una escort in libera uscita? Vi chiedete se Salvini voglia asfaltarvi con le ruspe o rendervi la testimonial dei manifesti “Roma Ladrona con la Lega”? Vi sentite eternamente al coaccella senza averci mai messo piede? Se avete la fortuna di condividere l’ambiente di lavoro con gente che non sa vestirsi, potrete osare abbinamenti che mai avreste osato nascondendovi dietro la scusa del glemur. E testando le reazioni collettive, valuterete l’opportunità di sfoggiare quelle mise in occasioni socialmente accettabili.
    Cattura

    ..ma non vestitevi così!

    umbria

    Vestitevi da scemi…

  • Scegliersi un libro lungo da leggere- Io sono fermamente convinta del fatto certe cose vadano lette all’età giusta. Personalmente, i superclassici mattone li leggevo a sedici anni. Un mese fa però ho trovato l’ebook gratuito di Anna sotto al treno Karenina e finalmente mi ritrovo con la giusta mole di ore per rileggerlo con gli occhi della maturità. Perché a 16 anni insultavo Kitty che friendzonava Levin per poi diventare sua moglie e pensavo “che idiozia, chi potrà mai farlo!”, mentre oggi tifo per lei e la trovo razionale. A sedici anni  riuscivo a leggere 40 pagine sulla falciatura del prato e sui sistemi elettorali della Russia ottocentesca. Quanto ero diligente? Quanta sociopatia si nascondeva in tutto questo? Quanto è bello farsi queste domande e avere ore a disposizione per pensare a una risposta?
  • Farsi gli affari degli altri- I mezzi pubblici sono il luogo ideale per ascoltare le conversazioni di sconosciuti che mettono in piazza situazioni da film. Un paio di giorni fa ero seduta accanto a un tizio che scriveva contemporaneamente a 4 tipe diverse, chiamandole amore, parlando di cene dai suoceri e millantando dei “ti penso sempre”. Ieri in metro c’era una slovena sposata con un attore spiantato da cui aveva divorziato dopo aver avuto cinque figli, che sparlava dell’ex marito con una vecchietta conosciuta sul momento. Ogni mattino aspetto il Cotral davanti a un liceo e ho scoperto che esiste tuttora la vodka alla fragola. Se avessi preso appunti, potrei fare nomi e cognomi di gente che “deve fare l’esame a porte chiuse e a cui devo dare dal 28 in su” parola di un professore universitario. E mica devo starvi a spiegare tutto, insomma, sui mezzi pubblici ci state pure voi!
  • Trovare nuovi insulti per il settore pubblico italiano da usare per fomentare i vecchi in fila alle poste. Andare alle poste e diffondere il verbo.
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Un pensiero su “Come sopravvivere a uno stage – la nuova serie

  1. Mi hai fatto divertire tantissimo con questo articolo!
    Anche io adesso, da neolaureata, sto cercando uno stage/tirocinio e la situazione è veramente straziante.
    Se può rincuorarti, siamo tutti sulla stessa barca…speriamo non affondi!

    Passa da me se ti va 🙂

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