Coming of age sui regionali Perugia-Foligno

Durante l’Erasmus, mi misi a seguire un corso di antropologia culturale. Così, a caso. La verità è che il mio piano di studi offriva la possibilità di sostenere un “esame presso altra università” che poteva voler dire qualunque cosa, anche “architettura e statica delle palafitte” o “come rubare i Kinder Bueno a Andrew Howe“(seminario di punta delle facoltà di scienze della comunicazione  delle merendine di ogni dove). L’importante era fuggire in un altro ateneo.

Una figata, insomma. Quindi, come dicevo, mi iscrissi a questo corso, pensando di andare a fare ricerche sulle ultime tribù del Congo Belga. INVECE, mi ritrovai in gita al museo delle civiltà colonizzate dal Belgio, con l’ordine di contraddire tutto ciò che usciva dalla bocca della guida. Guida che nella fattispecie era una povera ragazza al primo giorno di lavoro, che sommersa dalle nostre obiezioni si mise a piangere, dichiarando colpevolmente di essere una donna bianca caucasica razzista. Continuo ancora a chiedermi che fine abbia fatto.

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Un anno fa

Vi ricordate di me, lo scorso anno? Era il 25 aprile, o giù di lì, vivevo ancora a Berlino e me ne ero andata a Pavia per l’esame del Test Daf. Una storia buffissima, perché quell’esame volevo farlo in Germania, ma era stato impossibile e  mi ridussi a vagare in Lombardia per tutto il periodo delle vacanze di Pasqua.

Ero ospite di Irene e passai con lei dei giorni bellissimi. Tornando a casa mi innamorai dell’Italia, su un Intercity troppo lento. Scrissi un post, questo qui, che è uno dei più letti sul mio blog. Ed è forse quello a cui sono più affezionata.

Dicevo, ad un tratto, che volevo andare in Umbria; non sapevo che in sei mesi ci sarei finita a vivere. A quei tempi Perugia non era che un nome, l’inizio della Marcia della Pace, la Città della Domenica e la meta delle gite durante le colonie. Da piccola mi mandavano in colonia con la Telecom e una volta ad un campetto tematico sul tennis. Non avevo mai toccato una racchetta, ma dopo tre settimane di allenamenti mi iscrissi a una scuola a casa mia.

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