Comme il pleut sur la ville

Dovevamo iscriverci all’esame di tedesco ma non ce lo diceva nessuno. Così passò la data di scadenza e in segreteria si rifiutarono di fare eccezioni. Quella sera, me lo ricordo, scrissi uno status deprimente su Facebook, per lagnarmi della mia condizione di infelice. Cristina pubblicò sul suo profilo cinque versi da “La pioggia nel pineto“. Amavo il dramma più delle cose belle.

Al liceo, quarto anno, mi iscrissi ad un corso sulla poesia del Novecento. Lo teneva un intellettuale locale di quelli che scrivono mille libri tutti uguali, libri su gente che ha vissuto in quei posti che le insegnanti di quei posti ti obbligano a leggere durante le vacanze. Avevamo avuto il compito di greco e io correvo verso la biblioteca ed ero in ritardo. Stringevo il Rocci sotto il piumino, per non farlo bagnare, e arrivai che i miei capelli gocciolavano mentre cercavo un posto dove mettere l’ombrello.

Leggevano D’annunzio, che non mi è mai piaciuto, ma che in quel pomeriggio di pioggia mi sembrava un genio, uno di cui sentire nostalgia, nostalgia di tempi che non avevo vissuto.

su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,

Io, Gabrié, ci avrei messo una virgola dopo schiude. Perché mi piace così. Ma chi sono io per dirti questo?

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Did I tell you?

Certi fatti te li ricordi bene, altri invece per niente. Forrest Gump è il film che ho visto più volte in tutta la mia vita.

Da piccola mi permettevano di restare sveglia fino a mezzanotte solo quando c’era Via col vento in tv, perché mi esaltavo tantissimo e impedivo all’intera famiglia di vivere se mi avessero mandata a letto prima di sapere che domani è un altro giorno.

A volte, di notte, volevo alzarmi per finire i libri che leggevo, poi ero troppo pigra e stavo a letto inventando storie strampalate che dimenticavo.

La cosa che più mi piaceva di Berlino era l’abbondanza di bancarelle con libri usati a meno di due euro. Il primo libro che ho letto in tedesco era un libro italiano tradotto in tedesco.

Il primo libro che ho letto in francese è “Le vieux qui lisait des romans d’amour“, che altro non è che Sepulveda tradotto. Sepulveda venne a parlare all’università di Bolzano. La sera prima c’era stata una festa ma noi ci andammo comunque. In aula magna non c’era tantissima gente. Da Oliviero Toscani, invece, i posti erano tutti occupati.

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