È settembre è settembre si può fare di piùùù

A 12/13 anni cantavo da solista so this is Christmas, and what have you done? Another year’s over, and a new one just begun. Era la recita della befana, nella sede degli scout, e Stefano suonava la chitarra. La gente cresce, assilla gli amici per mesi prima di decidere cosa fare a Capodanno; poi va a una mega festa, si annoia, beve per dimenticare, Brigitte Bardot Bardot, si addormenta e annota in hangover promesse deliranti che tempo febbraio avrà già dimenticato.

Io non mi rassegno al passare del tempo, e continuo a considerare settembre come punto di inizio del mio anno solare. Mi vergogno a comprare il Sole 24 ore anche ora che i finti intellettuali d’Italia hanno gettato la maschera, e in mancanza dell’Unità si lanciano direttamente sulla Gazzetta dello Sport. Cerco pubblicazioni che mi facciano sentire il più lontana possibile dalla casta dei capitalisti e dalle vecchiette romane che acquistano Il mio papa. Sono la gioia degli edicolanti di ogni dove.

Mia nonna, alla mia età, aveva già due figlie, io fermo i netturbini implorando “la prego non getti via così quella copia indifesa di Le Figaro” “Ma è di ieri” “Ma non importa”. Zio Paperone sarebbe fiero di me.

E quindi è settembre, inizia la vita, e invece del diario col gatto mi trovo a scegliere la lista delle cose da cominciare ad ottobre. Perché a ottobre, ragazzi, si cambia, ma io all’alba del 18 settembre non so ancora niente, perché pianificare ci fa schifo, siamo gente strong, che è proletaria, e improvvisiamo.

Ma d’innanzi a voi mi impegno, (sul mio onor),

-che smetterò di ridurmi all’ultimo secondo tanto per provare il brivido del “non ce la farò mai”

-che dirò addio alle mezze misure, mi farò crescere i capelli fino alla vita e li intreccerò come fossi Julija Tymošenko; oppure li taglierò alla maschietta, senza ascoltare la mia parrucchiera che ripete adulante ma sono così belli (sono stata un’adolescente brutta coi capelli belli, ma è giunta l’ora di superare la fase Sansone e avere il coraggio delle mie azioni. O forse no)

-sarà l’anno dei capelli rossi, quelli veri, perché il mondo deve sapere che sono la stagista morale di Lilli Gruber (non vale l’henné?! NO)

-farò tacere quella vocina infida che mi ripete ogni volta “che bello, attraversiamo l’Europa sui carri bestiame per risparmiare 40 euro”. Addio Easy Jet, addio regionali, willkommen lusso e cioccolatini a forma di orso di Berlino.

La prima classe non è mai in fondo al treno. Smetterò di credere alle bugie di Trenitaglia.

-Scriverò un libro, finirò i libri nel cassetto

(poi risolverò la crisi in Medio Oriente)

mafalda

-Chiederò il pizzo ai laccetti per capelli che si suicidano ogni notte gettandosi oltre il cuscino, perché dobbiamo chiudere per sempre questa storia infinita del cimitero dei laccetti perduti sotto tutti i letti di tutte le mie stanze. I pacchi da 100 sono tra le maggiori voci di spesa dei miei bilanci annuali, e con la nuova spending review non ce li possiamo più permettere. Che si passino una mano sulla coscienza, io me ne chiamo fuori.

-Comincerò ad usare internet sul cellulare perché basta con sta resistenza passiva alla tecnologia, che non mi crede nessuno.

-Aprirò l’ennesimo account Twitter (l’ho già aperto!) e cercherò di non farmi chiudere per inattività pure questo

-Studierò russo

-Darò meno peso alle parole della gente.

-Avrò l’ombrello sempre in borsa

-Finalizzerò l’organizzazione del mio matrimonio immaginario a tema “Le stragi italiane”. Io non voglio sposarmi, ma di recente ho scoperto la storia dei ricevimenti a tema, e non riesco a smettere di fantasticare sull’idea di partecipazioni con la faccia di Licio Gelli alla stazione di Bologna che tiene in mano la copia di Repubblica con cui fu fotografato Aldo Moro buonanima. Gli invitati saranno divisi, secondo la provenienza geografica, in tavoli dai nomi pittoreschi come “Piazza della Loggia”, “Piazza Fontana”, “Portella delle Ginestre”, “Treno Italicus”, “Scuola Diaz”. Dirige la cerimonia Lucarelli, ci sono i giochi a tema tipo “scrivi un messaggio efficace per avere il riscatto” “Scopri la spia americana tra i tuoi amici” “dagli al mafioso” “metti la bomba”. Mi dite che per fare questa cosa bellissima non serve prender marito?

-Mi farò una scorta di bottiglie da spaccare nei momenti di crisi (quelli in cui metto su in loop le frasi celebri di Oscar Giannino dondolando avanti e indietro)

-Non darò più mezza chance a Travaglio e Santoro perché per quanto mi riguarda sono morti, morti, morti

– Diventerò una persona seria che in treno pensa a cose tipo “oddio, l’estratto conto” invece di inventare storie assurde su ignari turisti giappi che fotografano affascinati la ridente stazione di San Giovanni in Persiceto.

Farò in modo di dimenticarmi tutto ciò entro novembre, ma provvederò a ricordarmi ogni giorno quanto sono fortunata, al di là della passione che la sfiga ha sempre nutrito per me.

Buon anno nuovo, amici (Pèpèpepepépé!)

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