Il balenottero di Loano e la perdita dell’innocenza (un post con dedica)

C’era una volta, in un paese lontano, una bimba felice che ignorava l’esistenza delle parole outfit e color block;  la fanciulla cresceva serena in età e intelligenza, ma in un nebbioso pomeriggio del maggio belga, una regina cattiva chiamata LUB le impose di trovarsi un tirocinio che la gettò in un mondo fatto di selfie e 100 per 100 poliestere. Bastarono poche ore e una manciata di click per rivelare a Simona l’esistenza di migliaia di signorine che amavano abbinare capi a casaccio e farsi fotografare in garage/in balcone con i sacchi dell’umido/sul ciglio della strada coi cavalcavia sullo sfondo da obbedienti cagnolini  fidanzati muniti di Reflex.

Molte di loro affermavano di lavorare presso “la vita”, riempiendo con cadenza settimanale la sezione “travels” del loro blog a suon di foto sul lungomare di Civitavecchia; le più audaci puntavano a una platea internazionale, traducendo le didascalie  i post nell’idioma di Shakespeare (è arrivata l’estate e posso scoprirmi le gambe ⇒ is arrived summer and I can find me legs ). Ogni momento della giornata si trasformava nell’occasione ideale per sfoggiare una nuova mise: che si trattasse della recita dell’asilo del cuginetto  della prima all’opera, della sagra del paesello   di un importante festival musicale o del funerale della nonna, le fashion blogger in questione avevano sempre il vestito perfetto per attirare i commenti di migliaia di lettori.

Perché (quale meraviglia!) esistevano effettivamente tantissime persone pronte a scrivere qualche riga sotto quelle 3 foto buttate lì senza un apparente ordine logico: piovevano “amazing“, fioccavano “follow to follow?”, si sprecavano i “passa da me, nuovo post”. Le star che avevano sfondato, poi, vantavano anche un po’ di spam, di interventi delle arabe, di link alla pagina di Gardaland e più di ogni altra cosa, di richieste di post a tema da parte di ferventi ammiratori.

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Tra gli album di http://www.visitpadania.com, troverete tipici set per gli shooting della fashion blogger di provincia

Quando ho aperto questo blog, ovviamente, non speravo certo di imbattermi in simili fortune: sapevo che per conquistare qualche hater e raggiungere i bastian contrario che scrivono “sì, ma i marò?” sotto tutti i post ci sarebbero voluti tempo ed energia. Sono ancora nella fase  in cui mi commuovo fino alle lacrime di fronte alle rare email dei lettori, figuriamoci se mi aspetto gente che commissiona argomenti. E invece, signori, è successo. Ieri pomeriggio vagavo su Facebook quando Alessandro, il mio amico Alessandro, mi ha chiesto un’opinione su due accadimenti decisamente nobili e interessanti.

(Si, va beh, ma questo lo conosci, non vale. Oh, ma che noiosi siete! Vi sto costringendo forse ad ascoltare gli interventi di Alfano in Europa? Lasciatemi sognare, che diamine!)

Dunque, dicevamo, Alessandro… Alessandro è una personcina a modo che vendeva trucchi insieme a me quando eravamo schiavi nella start up dei trucchi. Insieme, spesso, leggevamo email di poveracce  blogger che imploravano collaborazioni aka invio di prodotti di dubbio gusto da recensire tramite video in cui, talvolta, una voce fuori campo urlava”Maria, si stanno bruciando le patate”. Capirete certo che una cosa così unisce tantissimo: aggiungeteci pause pranzo in compagnia di altri due  individui deliziosi che saranno chiamati in questa sede badrone e badroncina e avrete sotto gli occhi gli ingredienti della nostra solida e preziosa amicizia.

Da attento osservatore qual è, Ale mi ha segnalato una notizia che ignoravo, e ora mi sto cospargendo il capo di cenere perché non so come ho fatto a non sapere: il partito socialista austriaco aveva sparso in giro dei graziosissimi gnometti da giardino (che potete vedere qui sotto in un fotogramma della BBC) in vista delle elezioni, ma i poverini, da un giorno all’altro, sono stati rapiti e sostituiti con manifesti del partito popolare. Il partito popolare dice che non ha nulla a che fare con il sequestro delle creaturine, e che i manifesti non sarebbero che un depistaggio.

A questo punto, amici miei, vorrei lanciare un sondaggio in perfetto stile Mario (se non guardate Mario, potete uscire da questo blog) e chiedervi, per l’appunto, chi potrebbe aver fatto perdere le tracce dei simpatici nanetti. Credete sia stato Berlusconi? Brunetta? L’anonima Sarda? L’ISIS? I marò? I due leocorni? Le scie chimiche?

Dopo il furto dei tombini in quel di Buco tra i Monti io non mi stupisco più di niente (i montanari rubano i nidi di cuculi); però devo ammettere che gli gnometti li avrei rapiti anche io, credo farebbero una splendida figura nella mia cameretta accanto al Capitale.  Zwergenaufstand siempre

(Sì, ma le foibe?)

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La seconda notizia che ha commosso il mondo e che Alessandro porta alla nostra attenzione riguarda un simpatico balenottero che dopo aver visto troppe volte lo spot “delfino curioso” ha deciso di avvicinarsi ai bagnanti di Loano in attesa di caramelle zuccherose e orsetti di gomma. Le cose, purtroppo, si sono messe male, e per la gioia dei Giornalisti di Studio Aperto e dei colonnisti destra di Repubblica, l’animaletto è rimasto intrappolato e potrebbe morire. La Stampa sta facendo una diretta minuto per minuto che farebbe impallidire gli speciali di Mentana sul giuramento del governo Renzi, e persino l’Ansa sta dando prove del suo inarrestabile declino dedicando ampio spazio all’episodio.

E qui aprirò una doverosa parentesi, perché io mi chiedo, era proprio necessario perdere quell’appeal da agenzia di stampa seria e professionale aprendo ai commenti del pubblico e scatenando dibattiti degni di “La Padania”? Sapete che mi spezzate il cuore mettendo in prima pagina la Mary Hellen Woods in bikini e la storia del tipo morto perché beveva troppa acqua? Se siete a corto di personale, assumete me che almeno non commento una partita di calcio su un sito ufficiale scrivendo ciò (conservo questa cosa da due mesi certa che prima o poi l’avrei usata… grazie Ale, ti voglio bene):

 

professionalità

Insomma, amici dell’Ansa, non ci siamo, non ci siamo proprio. Vi state adeguando agli standard dei migliori telegiornali, non mi fido più di voi, e rivoglio quelle gallery di foto bellissime invece dei video della gente che si prende a secchiate senza capirne il motivo. E in tema di secchiate, passiamo all’ultima perla che voglio donarvi prima di abbandonare il campo: sono io che non ho seguito abbastanza, o quest’anno la lobby del gelato non ha sganciato il contributo per il classico servizio dell’estate? Che ne è stato dei turisti con i piedi nelle fontane? Perché ci hanno privato delle storie estive dei cani che impazziscono per il caldo, pensano di essere il mostro di Firenze e cominciano a mordere neonati? E gli incendi in Sardegna e i sassi dal cavalcavia?

Matteo, cosa hai fatto, perché avete lavorato ad agosto, come faccio senza il dottore che mi dice di bere acqua, come faccio, come?!?!?!?!

In attesa di una risposta, ringraziamo Alessandro per gli interessantissimi spunti. Mi ha fatto sentire una web star, e dopo aver letto questo post sono sicura che non lo farà mai più. Volete avere anche voi una mia opinione su qualche fatto che vi ha colpito? Telefonate, telefonate, telefonate! L’offerta è valida solo per oggi, ma la trasmetterò per anni come quelle della Eminflex.

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