Riceviamo e pubblichiamo (l’angolo della denuncia sociale)

Oggi respiro nell’aria un asfissiante senso di Piddì: un sentimento che mi porta a essere pigra, spaurita e senza speranze, quando dovrei essere semplicemente agonistica e cattiva. Mi stavo giusto chiedendo cosa avrebbe potuto salvarmi dalla morte celebrale, quando ecco, la risposta si è materializzata della cartella inbox di gmail.

A coronare un giorno così ci penserà il reiterarsi del dramma dell’emigrante moderno: il messaggio del connazionale latte alle ginocchia, che farebbe esclamare a Jean Monnet e Konrad Adenauer “Beppe, c’avevi ragione, ma come ci è saltato in mente di aprire le frontiere?” . Uno spaccato di Italia che dovrebbe cambiare. Un’inchiesta verità che Borromiao levate. Un’esclusiva. Solo per voi.

Cara Simo (Simo per gli amici, per te sempre Simona),

sono X, amico di y fratello di z (ecco, tutti i gossip che racconta mia nonna iniziano con sai x il fratello di y cugino di z… qua partiamo male); è stato z a darmi il tuo contatto, e tra parentesi, ti saluta. Spera tu ti ricordi ancora di lui, anche se vi siete visti per l’ultima volta due anni fa (ma z, certo che mi ricordo! Indovina chi sto cancellando dagli amici?).

Z mi ha detto che vivi a Berlino (Z, sei uno stalker!) e siccome anche io vorrei trasferirmici a breve, ti scrivo per chiedere un paio di info (tanto guarda, ormai di secondo nome faccio visitberlin.de). Sto per finire giurisprudenza, e vorrei prendere la specialistica lì (mi sembra più che sensato). Non ho mai studiato il tedesco, però so un po’ di inglese (prego, definire “un po’ “). Si impara la lingua in un’estate? Poi posso iscrivermi direttamente alla specialistica e studiare in tedesco? (ti aspetteranno sicuramente a braccia aperte)

Tu conosci qualcuno che potrebbe trovarmi una casa? (NO) Potresti ospitarmi eventualmente un paio di giorni? (ma ceeeerto, non vedo l’ora) Ho sentito dire che i tedeschi non fanno amicizia con gli stranieri, è vero? (sì, sono nazi e cattivi) Si riesce a trovare la pasta? (no, tesoro, qui solo patate) E il caffé?(a che ti serve il caffé se hai la birra?)

Tu come passi normalmente le giornate? (mamma confessa, sei tu che mi stai scrivendo sotto le spoglie di x) C’è vita notturna? (scusa, dove hai vissuto negli ultimi dieci anni per farmi una domanda così?) Com’è il tempo normalmente (aspetta x, mi sorge un dubbio: ti trovi  in Cina per caso? Ti hanno oscurato Google?). Ho letto che in questi giorni piove (ah, no, ritiro tutto, c’hai Google e lo sai pure usare): sarà sempre così? (e io che ti avevo preso per un bimbominkia e mi aspettavo una risposta tipo “nothing lasts forever even cold November rain…)

Ultima cosa (no, ma vai avanti eh, non mi offendo mica). Quest’estate vorrei lavorare (ed è cosa buona e giusta); però non vorrei fare il cameriere o simili (classista!), ma qualcosa che abbia a che fare con i miei studi: pensi sia possibile? (e perché no, a chi non serve un wannabe avvocato che non sa mezza parola di tedesco, in fondo)

Fammi sapere allora, quando arrivo ti scrivo e ci beviamo un caffé (Birra! Birra! Ficcatelo in testa)

P.S. Ma è vero che non si possono vedere film in streaming? (ecco, io vorrei che fosse vero, se ciò tenesse alla larga certa gente dalla Germania. Angela, fa qualcosa! Diffondi comunicati stampa finti, ti prego!)”

Ogni volta che i miei occhi si scontrano con uno scempio del genere, una famiglia di gattyni muore. Ogni volta che i miei occhi si scontrano con uno scempio del genere, l’Ansa pubblica un servizio sui furti in casa Balotelli. Ogni volta che i miei occhi si scontrano con uno scempio del genere Berlusconi dice qualcosa, e trecento giornalisti diffondono il verbo. Abbi un cuore, te ne supplico: usa anche google; e possibilmente, una grammatica corretta.

(Nessun X è stato maltrattato nella stesura di questo post. Con il cinque per mille a “Impariamo a scambiare le nostre esperienze e a strutturare domande sensate” potrete fare molto, per tanti.)

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2 pensieri su “Riceviamo e pubblichiamo (l’angolo della denuncia sociale)

  1. No vabè, muoro.
    Caro X, muovi le tue chiappe da avvocato e facci vedere che sei grande abbastanza per sopravvivere anche facendo il cameriere, che male sicuro non te fa’.
    Ciao Simo (posso chiamarti cosi io in quanto ex compagna di classe?)
    🙂

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