Vengo anch’io (no, tu no!)

Il week end elettorale, per me, ha sempre un che di magico. Sarà che più invecchio e più divento romantica, ma anche di fronte alla desolazione del panorama politico italiano, per una volta, riesco a sentirmi esaltata. Forse è il ricordo di quando ero piccina e accompagnavo i miei a votare nelle aule della De Amicis, sognando il giorno in cui avrei potuto mettere una croce accanto al nome di gente senza apparenti meriti. Forse è quel clima di attesa da sabato del villaggio, che catapulta la mia mente negli anni in cui la gente lottava per avere certi diritti; forse è qualcosa che non so spiegare ma ecco, resta il fatto che a me le elezioni piacciono. E tanto.

Guardo anche quelle degli altri Paesi. Giustifico, per una volta, l’esistenza di Livorno e arrivo a trovarla pienamente sensata. Cerco di cambiare le condizioni meteo, mando maledizioni e faccio danze rituali. Una cosa folle, ma non giudicate.

In tutto questo fermento, lo capirete anche voi, la mancanza di una televisione sembra la manna dal cielo. Se ne avessi una, infatti, mi trovereste morta di fronte all’ennesimo dibattito politico. Stanotte mi è apparso in sogno un litigio tra Mentana, Travaglio e Floris. Credo fosse un incubo. Ma smettiamo di divagare e torniamo al punto principale: non sono in Italia, ci sono le elezioni, al momento, posso votare solo tornando in Italia, tornare in Italia costa. Ha senso spendere quasi duecento euro per mettere una croce?

Lascerò voce per prima cosa alla parte del mio subconscio che è nata a Genova e che continua a urlare NO, NO, senza appello. A pensarci bene, 200 euro equivalgono a venti magliette a nove euro e novantanove di H&M, oppure a un quantitativo tale di birra che manco sto a pensarci. Perché dovrei devolvere a Easy Jet  German Wings (la borghesia avanza) una somma del genere?

genny la carogna1

A questo punto, però, entra in gioco il mio senso civico, sconvolto per sempre dal trauma di un esame di inglese. Perché sì, in uno dei primi esami universitari dovetti fare una splendida presentazione a tema “perché si vota”. Solo che andai nel panico, mi dimenticai di far scorrere le slides e farfugliai tutto il tempo cose senza senso. E la prof  mi disse “Uno scritto da 30 e un orale da bocciatura, spero te lo ricorderai per il futuro”.

In effetti sì, me lo ricordo ancora. Mi ricordo che devo andare a votare. Perché è giusto, perché ci credo, perché  l’ho sempre sognato e l’ho sempre fatto. Ma è proprio qui che casca l’asino. Ho sempre votato, ma chi?

Vi risparmierò il racconto di Simona giovane elettrice esaltata che vota una tizia di cui non ricordo il nome perché sul manifesto c’è scritto “comunista, femminista, ecologista”; probabilmente avrà ricevuto tre preferenze in tutto, inclusa la sua e quella di sua madre, ma non importa. Vi risparmierò i ricordi delle mie delusioni, quando puntualmente mi trovavo a constatare che i miei beniamini avevano perso, o peggio ancora, neanche superato la soglia di sbarramento. Il mondo è triste. Lo so.

E lo sanno anche tutti i siti che straboccano di sondaggi a tema “chi dovresti votare”. Io a quanto pare dovrei votare il partito green. Scusate, ma in quale punto della storia abbiamo riesumato i Verdi in Italia? E poi perché mo so green? Vogliono far colpo su Briatore con l’inglese e si preparano a partecipare al suo reality in caso di sconfitta?

Ve lo leggo negli occhi: non vedete l’ora di saperne di più sui green. E su tutti gli altri anche. Essendo una persona di buon cuore, avevo preparato degli splendidi post esplicativi. Ma mi rendo conto di aver allungato il brodo, e non vorrei perdeste il punto.

Quindi, dei partiti parliamo un’altra volta. Ora votate tutti insieme per decidere una faccenda di vitale importanza.

Credete che Simona debba acquistare un biglietto aereo per tornare a votare?

1) Ovvio che sì, che domande!

2) Ovvio che no, che domande! Ma le politiche d’austerity non ti hanno insegnato nulla? Vergogna!

3) Sì sì, ti prego, compralo. Ma poi usalo per organizzare un attentato che blocchi tutti i voli in partenza da Berlino tenendo i fan di d’addyo a debita distanza dalle urne.

La uno, la due o la tre? Ihr habt die wahl!

(La vignetta è di Nicola Pillinini)

 

 

 

 

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