Studiare marketing con Trenitalia

Durante il mio primo anno di università decisi di andare a trovare la mia amica Rossella che studiava a Siena. A quei tempi ero molto più giovane e meno borghese di oggi, e pianificai senza paura un viaggio che mi aiutasse a ridurre il più possibile le spese.

Cominciai così l’odissea nella ridente stazione di Buco tra i Monti, salendo sul regionale della morte che con sole quattro ore e mezza mi avrebbe condotta a Bologna Centrale; anche ai tempi, purtroppo, il sito delle Ferrovie dello Stato non contemplava la possibilità di muoversi verso la Toscana senza prendere un Frecciarossa. Mi rassegnai quindi a sborsare dei bravi trenta euro per una mezz’ora di viaggio, prima di affrontare un nuovo convoglio infernale che con altre due ore e trecento fermate mi avrebbe portata a Siena.

Ovviamente il regionale della morte arrivò in ritardo a Bologna, e passai tre quarti d’ora con una simpatica donnina per tentare di cambiare in modo indolore la mia prenotazione; alla fine la signorina se ne uscì con un “tanto il controllore non fa in tempo a passare” e mi intimò di prendere il Freccia Rossa successivo con il biglietto sbagliato. Naturalmente, però, passai il viaggio a discutere con un simpatico controllore che continuava a ripetermi che avevo fatto una bischerata e voleva farmi la multa.

Lo tempestai al punto tale di parole che per sfinimento non me la fece. Scendendo dal treno, ricevetti i ringraziamenti di tre tizi che grazie al mio intervento avevano viaggiato senza pagare biglietto e senza nascondersi nel bagno. Ovviamente ero arrivata a Campo Marte e non a Santa Maria Novella; dovetti prendere un altro treno (Firenze ha più stazioni che abitanti), giungere alla meta, realizzare che avevo perso la coincidenza, e aspettare l’ultimo convoglio infernale un altro tot di tempo.

Arrivai a Siena con appena due ore di ritardo, dopo un viaggio che a parità di tempo, avrebbe potuto condurmi a New York.

Perché vi racconto questa storia? Per dimostrare che,  se fin da subito regaliamo a Trenitaglia 90 euro, corriamo un rischio inferiore di prendere un infarto in giovane età.

trenitalia

Il miglior rimedio anti-purciaro (some rights reserved to Vale93b)

La tattica marketing delle ferrovie dello stato è proprio questa. Tu entri sul sito, e apparentemente senza le Frecce non puoi andare da nessuna parte; se guardi meglio, però, c’è la fantastica opzione “altri treni”. Scopri così che con 25 euro e mille ore si può andare a Milano su un Intercity. Ma chiunque fa un viaggio di mille ore su quell’Intercity, arriverà in stazione correndo alle biglietterie per cambiare il viaggio del ritorno in una traversata in prima classe sui Freccia Rossa. Un piano geniale. Prima o poi ci cascheranno tutti, anche i muratori napoletani. Se vuoi fa il purciaro, lo stato ti punisce. Amen.

Chi viaggia sulle Frecce, ha un privilegio negato ai pendolari. Può leggere la rivista di Trenitalia.

In prima pagina, in genere, c’è l’editoriale di Moretti (chi sa chi lo farà ora) circondato da barzellette tipo “Trenitalia, chi ti dà di più” oppure “Le Frecce, la metropolitana d’Italia” (in effetti somigliano un sacco a una metropolitana: quella di Roma). Poi c’è la storia di un barbone che è riuscito a sopravvivere grazie all’aiuto di FS (ce provano, magari qualcuno si sbaglia e dona il 5 per mille).

Dopo gli articoli sul tour di Povia/la mostra dedicata alla Roma/i consigli di eleganza elargiti da Sabrinona Ferilli, arrivano le news sull’azienda. Ad aprile, Trenitaglia dedica un jazz ai pendolari. Jazz sarebbe un nuovo treno regionale. Ma noi, ovviamente, non lo vedremo mai. Come Vivalto. L’unico Vivalto che ho visto recava la scritta “fuori servizio”. Ma con la mia ormai limitata esperienza di regionali non ho diritto di parola: fingiamo di credere che un giorno il freccia marrone Albano-Termini si trasformerà in un jazz. Fingiamo di essere felici perché ora sui vagoni ristoranti si possono mangiare i menù di chef Cracco.

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Una verosimile riproduzione di Jazz (Some rights reserved to Moliva)

Ma smettiamo di chiederci perché la regione Lazio va a rotoli. Il presidente Zingaretti ci dà prova della sua instabilità mentale dichiarando testualmente che “Il gruppo FS è uno degli esempi di azienda che in questi anni non solo ha superato la crisi, ma è diventata competitiva sulle scene internazionali”.

A questo punto ci si ferma per pietà: seguono i consigli per evitare le truffe, la credibilissima letterina del signor Guglielmo che “ringrazia sentitamente Trenitalia per il suo splendido servizio e spera che un giorno si potranno accumulare punti cartafreccia anche sulle tratte estere”, l’oroscopo e Flavia.

Flavia è una bambina cessa che parla coi Frecciarossa. Che le rispondono anche, eh. Perché non bastava Heidi ti sorridono i monti, no. Ad incentivare il consumo di stupefacenti tra i giovanissimi ora c’è pure una marmocchia presumibilmente di cinque anni. Con buona  pace di Don Mazzi (intervistato a pagina 7).

E voi parlate coi Frecciarossa? Se cambiate spacciatore e andate da quello nella carrozza ristorante (lo stesso del signor Guglielmo), i regionali smetteranno di essere in ritardo.

Cordiali saluti, la redazione

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Un pensiero su “Studiare marketing con Trenitalia

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