Angelona c’ha provato

Ieri mattina ho letto un articolo sul concerto dei Rolling Stones a Roma, e in un momento di ingenuità ho pensato che ci sarei andata molto volentieri; googlo la data, leggo il prezzo, piango, e mi ricordo di una storia bellissima in cui mi sono imbattuta giocando a “una pagina a caso” con Wikipedia. La cosa si svolge più o meno così.

Lei è Angela, forse ne avrete sentito parlare, compare spesso sui giornali per via dei suoi splendidi tailleur color poltroncine del Reichstag  in qualità di cancelliera tedesca al centomillesimo mandato; questa è Angie, invece, famosissima (e splendida) canzone dei Rolling Stones che almeno 5 miei ex vicini di casa aspiranti musicisti tentavano di riprodurre con scarso successo. Poi c’è GEMA, per gli amici Gesellschaft für musikalische Aufführungs- und mechanische Vervielfältigungsrechte, colei che detiene i diritti sulla riproduzione di brani musicali in terra teutonica, tristemente famosa per bloccare tutti, ma dico tutti, i video interessanti di Youtube (inclusi documentari su Piazza Fontana/filmati in russo sulla Rivoluzione d’Ottobre) con simpatici messaggini minatori.

 

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Gema si gioca la carta Trenitalia: blocca video ma si scusa per il ritardo. 

Corre l’anno 2005, e la nostra amica Angela è una brava ragazza di buone speranze che il Cdu ha scelto come candidata per le elezioni imminenti. Un giorno una qualche figura incaricata di curare la sua campagna elettorale ha un’idea geniale: invece di lasciare alla folla il compito di coprire con gli applausi i silenzi imbarazzanti che caratterizzano l’ingresso della Angela alle uscite pubbliche, si potrebbe scegliere una bella canzone che accompagni i suoi passi fino all’inizio del discorso. Ma è perfetto, ma perché non ci abbiamo pensato prima! Lo staff festeggia, e  la mente brillante si reca subito a un colloquio con l’autorità suprema. “Ciao GEMA, senti, noi vorremmo usare ‘sto brano di certi tizi inglesi, che possiamo?” “Ma ti pare? Certo! Abbiamo tutto sotto controllo! Fate come vi pare Tornate vincitori”

Quindi si comincia, presentano Angela, e la futura cancelliera entra salutando sulle note di Angie. Sì, quella Angie. E si va avanti un tot. Poi salta fuori che i Rolling Stones non sapevano niente dell’accaduto e che non avrebbero mai dato il permesso di usare la loro hit per una cosa simile; il Cdu accusa GEMA, GEMA non sa che pesci prendere, ma alla fine si decide che se proprio uno deve usare una canzone se la può anche scrivere, invece di usare quelle degli altri a sproposito. Tutto bene quel che finisce bene, insomma. Angie è salva, Angela vince lo stesso, e GEMA fa finta di niente: strano no? Sì. Certo. Ma personalmente trovo ci sia qualcosa di molto più strano in questa storia.

Cioé io mi chiedo, perché, con tutte le canzoni che esistono sul globo terracqueo, la mente brillante scelse proprio Angie? No, ma voi ce l’avete presente Angie? Prego, inserirla in loop, seguirmi.

“Angie, Angie”: sì, anche per me è Angelona, ma da queste parti l’ho sentita chiamare “unsere Angie”. Fin qua non ci piove.

9771743512_3d9ece8a22Una folla entusiasta attende la Angie all’Oktoberfest prima di un comizio (CC Michael Panse)

When will those clouds all disappear? A proposito di pioggia: Angela, vacci piano con le promesse elettorali. Siamo in Germania, mica alle Maldive, le nuvole le avrete, sempre. Sì, okay, quest’anno c’era l’inverno fuffa, ma non è merito tuo. Suvvia!

“Angie, Angie, where will it lead us from here?”: intermezzo inutile, che ricorda frasi perplesse pronunciate spesso da Marione/Enrico/Matteo/inserire nome a caso durante incontri faccia a faccia sulle politiche di austerity. Prego, ignorare.

With no loving in our souls and no money in our coats, you can’t say we’re satisfied ” dunque, io credo che questa sia una descrizione un po’ di parte della Germania di Schröder secondo il Cdu. I tedeschi sono disincantati, povere stelle, ma sopratutto, non hanno soldi. Ne hanno così pochi, che addirittura indossano cappotti invece che giacche pesanti. Ma le tasche restano vuote. C’è quasi da chiedere gli aiuti all’Europa. E pensate che pochi anni dopo qualcuno avrebbe millantato che “Deutschland ist stark und soll es bleiben”. Che brava che è stata, no? You rock, Angie!

“Angie, you’re beautiful” Silvio non sembra pensarla così, ma noi sappiamo che Silvio è un cafone. Questa è una chicca, un colpo di genio, un tributo alla Germania, al relativismo, alla sua tradizione filosofica, è poesia pura. Esperti di marketing, chapeau!

“but ain’t it time we said good-bye?” Waaaas??? No, ma scusate, mi avevate quasi convinta a votarla e poi ve ne uscite così? Cioè, questa doveva ancora cominciare e già volevano farla sloggiare. Ma chi gli dava i consigli, D’Alema? “Tranquilli, lo faccio sempre coi segretari del PD, funziona”

Non continuo perché a questo punto Angela era già in postazione discorso e fermavano la musica. Che dire quindi, non resta che fare un bell’applauso agli stylist di Angelona, che hanno ipnotizzati gli elettori con i colori dei tailleur, lasciando le parole in secondo piano. E procurarsi una bella cassa di pomodori maturi da tirare addosso alla mente geniale. Che se ne vada all’angolo. In castigo. Insieme ai legali di GEMA.

P.S. La leggenda narra che da qualche parte in rete alberghi una riproduzione del noto brano in tedesco, nato per sfottere la Angie, e per ricordarle che almeno c’ha provato. “Angie, Angie, sie können nicht sagen, wir hätten es nie versucht” .

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