Cosa c’è in TV

Sebbene molti stentino ancora a crederci, lo scorso ottobre mi sono legata ad una palestra per ben 18 mesi: sì, io, quella che non si è mai vincolata a niente e a nessuno per più di mezzo anno, ho una relazione stabile con la Fitness First, e presto inizierò a spacciarla in giro come la storia d’amore più lunga della mia vita. Ma non finisce qui, perché oltre ad aver guadagnato una tessera blu che reca l’effigie di due figoni che fanno pesi, ho anche cominciato ad usare quella tessera tutti i giorni.

Cosa mi spinge a trascinarmi in quell’ambiente ameno (a parte l’istruttrice probabilmente cocainomane, convinta che io sia sudamericana)? How I met your mother. Perché grazie ai miracoli della scienza, che collegano gli attrezzi a dei fantastici schermi appesi alla parete, posso guardare la tv mentre fingo di fare sport. Le mie performance, insomma, dipendono dai palinsesti di Vox e ProSieben (gli unici canali che riesco a vedere dagli attrezzi al centro della stanza, dato che sulle ellittiche al lato ci vanno le MILF e sui tapis roulant in fondo i mega atleti).

Ora, in questi ultimi tempi la televisione tedesca sembra avere particolarmente a cuore la mia forma fisica, e per qualche motivo che non mi spiego, trasmette compulsivamente puntate della serie per ben tre volte al giorno, dandomi la possibilità di scegliere tra diverse fasce orarie in cui trascinarmi su un tapis roulant (yeah). Qualche volta, però, è capitato che non riuscissi a vedere lo show. E che perdessi anche “Die Simpsons”. In quei casi mi sono dovuta accontentare di ciò che passava il convento, e ho avuto modo di scoprire il magico mondo della tv teutonica. Di seguito, perle telesive a misura di tedesco.

Das Perfekte Dinner: quando lavoravo, potevo guardare HIMYM solo nel week end, perché alle diciannove le puntate diurne erano già andate e quelle serali iniziavano due ore dopo. Mi sciroppavo quindi questo fantastico programma, scoprendo robe allucinanti sul modo in cui mangia la gente. Fondamentalmente, ogni settimana vengono scelti cinque concorrenti di una stessa città: ognuno invita gli altri a cena a casa sua, le telecamere lo stalkano mentre la prepara, e gli avversari intanto si limano le unghie e sparlano di ciò che il malcapitato sta facendo. A fine serata, il cuoco viene valutato per cibo e ambientazione. Ogni settimana vince quello col punteggio più alto. Okay, detta così è una noia pazzesca, però ho visto concorrenti di Berlino fare la spesa dai turchi sulla Hauptstrasse dove compravo sempre le verdure, e mi si è aperto un mondo sulla paleodieta e sul crudismo. Insomma, tutto sommato, mangio in modo normale, c’è speranza.

Galileo: anche Galileo lo guardavo alla sera, dopo i Simpson, e in pratica era un po’ un incrocio tra Superquark e Mi manda Rai Tre. Per colpa loro ho scoperto che il signor Lidl è un nazi, e che i poveri dipendenti del Netto sono maltrattati e sottopagati. Dopo un periodo di resistenza che mi portava a far spesa nei posti più assurdi di Berlino, mi sono arresa al fatto che ho un Netto di fronte casa. Però ho smesso di insultare sotto voce i cassieri perennemente infuriati, che ti fulminano se impieghi più di venti secondi a mettere la spesa nelle buste. Solidarità.

Shopping Queen: questa trasmissione mi ha aiutata a ritrovare fiducia nel popolo italiano, e a rivalutare la mia adorazione incondizionata per i tedeschi. Delle squinzie con la voce di galline ricevono un sacco di soldi e devono vestirsi e prepararsi per una qualche occasione. Un ibrido tra Alfonso Signorini e Alfonso Luigi Marra critica gli outfit, comprati spesso da simil cinesi/da Jumex.

Goodbye Deutschland: qualcuno vive in Germania, ma decide che è ora di sloggiare. Le telecamere seguono preparazione psicologica+primi mesi fuori, inquadrando spesso gli amici/parenti del fuggitivo, che snocciolano frasi da intervista con Barbara D’Urso. In genere la gente che si allontana dalla terra crucca risulta particolarmente odiosa, e fa profonde considerazioni filosofiche come “No, perché n Germania la gente se ne frega di imparare davvero a ballare, loro ballano per divertirsi” oppure “Ma io non credo che per andare nelle Filippine uno debba imparare il filippino”. Propongo di importare il reality. E farvici partecipare i politici (chiamiamolo Adieu Italien, tipo).

 Berlin Tag&Nacht: No. Cioè, no! Se guardo più di 2 minuti di quella roba mi viene l’orticaria. Se i minuti sono 5, mando Bewerbung per fare la concorrente a Good Bye Deutschland

Pubblicità: è stupida. Come da noi. Questa ce l’abbiamo uguale e mi fa un sacco ridere. Chiamate la neuro.

E boh, mi sa che fanno anche altro. Tipo, prima o poi voglio beccarmi Chicco Mentana tedesco che schiavizza i suoi collaboratori e li lascia a patire la noia e il freddo mentre aspettano le liste dei ministri dei nuovi governi. E Floris. Ci sarà Floris in Germania? Spero di non scoprirlo mai, o mi toccherà andare a correre in seconda serata.

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