Non prendo taxi per principio

Io, di natura, sono una persona che non prende i taxi. Non lo so perché. So che mi viene l’ansia. Posso contare sulle dita di una mano le volte in cui ne ho presi: ero a Milano di notte, con Silvia ed Elena, e siamo tornate in taxi a casa loro. Ero a Coimbra, con Silvia e Martina, stavamo per perdere un treno e ci siamo fatte portare in stazione; anche a Budapest, con i miei, andammo in taxi dall’aeroporto in città. La volta successiva ero a Verona, al Job Orienta, e la responsabile dell’ufficio orientamento dell’unibz volle chiamarne uno a tutti i costi.

Io attraverso Berlino a piedi di notte. Ma i taxi non li prendo. Poi venerdì scorso sono caduta e non potevo camminare, e ho dovuto incontrare ben 4 tassisti in una settimana. Forse domani ne rivedo altri due. Un’overdose così mi ucciderà, lo so.

Il primo tassista è arrivato sotto il mio ufficio. Saltellavo su un piede solo, mi sorreggevano, non riuscivo a muovermi, e lui era infastidito dai miei 10 secondi di ritardo. Mi ha lasciata all’ingresso dell’ospedale. Dovevo attraversare un parcheggio e 3 reparti per arrivare al pronto soccorso. Ma lui aveva da fare. Io ho avuto una crisi di pianto.

Dall’ospedale chiamano un taxi poche ore dopo per riportarmi a casa. Io sono in uno stato pietoso, piango per tutto il viaggio. Mi chiede di pagare l’esorbitante cifra di 18 euro. Ne ho solo 16. A casa ne ho altri 50, gli chiedo se può accompagnarmi, e portare magari anche le mie cose, visto che ho gesso e stampelle. Non può, ma vuole i suoi due euro. Mi fa tornare sopra e mi fa riscendere. Devo percorrere anche 500 metri, perché ha spostato la macchina. E non mi fa la ricevuta. Prende i due euro e scappa come avessi la lebbra.

Tassista numero 3 mi viene a prendere a casa per portarmi dal dottore. C’è ghiaccio ovunque, non so dove mettere le stampelle. Lui enorme, mi prende in braccio per evitarmi le lastre. Non fiata per tutta la traversata, anche se tento timidamente di fare conversazione. Mi accompagna dal dottore e scappa via.

L’ultimo tassista mi preleva dal dottore. Un vecchietto, simpaticissimo, che è nato ad Heinersdorf, e ha un accento tremendo. Mi chiede come sono caduta. Poi mi parla di Berlusconi. Poi di Obama. Poi di Hollande. Poi di nuovo di Berlusconi. Poi mi racconta di come è cambiata Friedrichshain negli ultimi anni, e che se ne vuole andare in un posto più tranquillo. Sono 13 euro e 40, e me ne chiede 12. Poi ho mal di testa.

Io non prendo i taxi. Questione di principio, mi piace dire. Certi individui possono essere simpatici, certi mi fanno ringraziare ogni giorno la BVG. E se domani andassi dal medico in tram?

Annunci

Un pensiero su “Non prendo taxi per principio

  1. Pingback: I heard you looking | Inchiostro Simpatico

Have your say =)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...