Il mio quasi anno a Berlino

Proprio oggi pensavo che tra qualche mese compirò finalmente un anno di permanenza qui. A volte mi sembra di essere arrivata ieri; altre volte conto le Monatskarten accumulate e mi chiedo come sia possibile che io regali soldi alla BVG da così poco tempo, quando potrei tranquillamente affermare di essere qui da sempre.

In questi giorni sono bloccata a casa con un piede inabile, e spesso la noia mi assale, portandomi a fare cose che normalmente non farei mai (contare quante volte al giorno tal vicino esce dal portone, guardare la colonna destra di Repubblica, aprire il blog della Ferragni per poi richiuderlo, mettere a posto cose che non ho mai messo a posto). Per questo ho tentato di far fruttare la mia inattività sistemando vecchi oggetti senza senso che richiamano ricordi di mesi, tra alti e bassi, bellissimi.

COLLANA HAWAIANA APPESA AL MURO: okay, due anni fa ad un Summer Party aziendale ne avevo ricevuta una uguale. Quello splendido esemplare di artigianato trash è stato prontamente appeso nella mia cameretta bolzanina, e per mesi, abbiamo progettato di usarlo per adornare il busto di Peter Rigler che troneggiava all’ingresso dello studentato. Non lo facemmo mai, ma in compenso il vecchio prete si ritrovò una coroncina di tubi fluorescenti durante una delle nostre ultime settimane a Bolzano. La nuova collana arriva da un tutto un euro, e fu sfoggiata per un altro party estivo aziendale (insieme ad orrendi occhiali da sole rossi). Ora è appesa, anche quella.

BIGLIETTO DI INGRESSO AL CINEMA PER “ONLY GOD FORGIVES”: era una splendida giornata di luglio, di quelle con il sole, come ce le abbiamo anche in Italia. Io e Giulia avevamo fatto una mega spesa al supermercato turco, per poi istallarci allo Schlachtensee fino a sera. Dopo una cena fatta con le nostre manine, ci lasciammo tentare dalla presenza di Ryan Gosling e ci recammo al cinema sotto casa. E il giorno dopo ci raccontammo di non aver dormito.

BIGLIETTO BIANCO PER UN PARTY DI NATALE IN BIANCO: mi ricorda settimane passate ad ascoltare discorsi di colleghi angosciati sull’outfit. Io di bianco avevo solo un top. Se fossero uscite foto di quella serata, l’azienda organizzatrice si sarebbe giocata per sempre la millantata fama di ambiente fashion. Ricordo che pioveva, che il posto era enorme, ci sono arrivata con Jessica e Vesna, poi le ho perse, poi ho bevuto vino rosso, poi ho ballato musica terribile e mi sono divertita un sacco con Anita, poi ho perso anche lei e sono tornata a casa. In metro ho ritrovato metà dei miei colleghi e abbiamo fatto la strada insieme.

 

petra dr

CC to Petra dr

BIGLIETTO DEL TRENO PER BOLZANO, BIGLIETTO DEL BUS PER BERLINO: quest’estate sono andata alla laurea di Martina, e in verità ci siamo andati in mille, e abbiamo dormito in 6 in una stanza. Sono tornata con Rike in treno a Berlino; non contenta del viaggio, sono tornata tra i monti a prendere il diploma a dicembre. Con Cristina, ho fatto il viaggio in bus. Poi lei è stata da me per altri giorni, che sono stati giorni bellissimi, surreali e sospesi fuori dal tempo. Ho dormito in totale 10 ore in una settimana, ma è stato davvero fantastico.

BIGLIETTO (ANCORA!) DI INGRESSO ALL’HAMBURGER BAHNHOF: a Berlino quel giorno faceva caldissimo. Ma davvero tanto. Ho incontrato Alessandro di fronte al museo, e ci siamo stupiti entrambi di quanto si stesse benissimo alla stazione di Brandeburger Tor, dove c’era l’aria condizionata a mille. Abbiamo aspettato Claudia che si era persa. Abbiamo visto la mostra e mangiato un gelato.

VOLANTINO DEL CONCERTO DI MARTA: la mia amica Marta è stata qui a Berlino, e ha suonato in un concerto splendido alla Philarmonie. Ero da sola, ero emozionatissima, e stavo per piangere. Ci eravamo viste anche di sabato, c’erano Carlo e Nicola. Abbiamo chiamato Cristina su Skype, Marta ha suonato l’oboe per noi, e poi ci ha lasciato dei volantini di un concerto che aveva fatto quel pomeriggio.

LO SCONTRINO DI UNA FRITZ COLA: un paio di settimane fa sono andata alla festa di compleanno di una mia ex collega, e mi sono ritrovata nei meandri di Neukölln in mezzo a una rissa tra barboni ubriachi in contesa per le pfand. Ho chiesto al proprietario del kiosk se potevo fermarmi lì perché avevo paura. Mi ha obbligato a prendere qualcosa. Ho raggiunto Alberto, anche lui attorniato da pazzi a Karl Marx Straße, con una Fritz Cola in mano.

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